I musei di Albenga

Parte dell'immensa storia della città, è conservata oggi nei musei cittadini: il Museo Navale Romano dedicato all'archeologia marina, il Museo Civico Ingauno in cui sono esposte le testimonianze dell'antica Albingaunum romana e bizantina,  il Museo Magiche Trasparenze espone i reperti vitri recuperati durante gli scavi nelle necropoli di Albenga, tra cui il famoso "Piatto Blu". Il Museo Diocesano conserva una ricca collezione di opere d’arte: reperti paleocristiani, dipinti medievali, arazzi cinquecenteschi, preziose tele del 1600 (tra cui un’opera di Guido Reni) e statue del 1700. È collegato al Museo il Battistero, il monumento paleocristiano più importante della Liguria. Di recente costruzione, è possibile accedere anche al Centro Multimediale Riserva Isola Gallinara per una visita virtuale al patrimonio ambientale dell' Isola Gallinara e del territorio albenganese. A simbolo della produzione agricola, è possibile visitare anche il Museo dell'Olio della famiglia Sommariva.

A marzo 2019 è stato inaugurato il nuovo IAT presso la Sala dei Consoli all'interno della Torre Civica; sarà aperto 7 giorni su 7 per 8 ore al giorno. Comprenderà la biglietteria unificata di tre musei (Magiche Trasparenze, Navale Romano e Centro Multimediale) e siti archeologici mentre l'accesso al Museo Civico Ingauno, nella stessa location, sarà libero e gratuito. Il patrimonio storico e culturale della città di Albenga è gestito dalla Fondazione Gian Maria Oddi.

Biglietteria Musei

Le origini di Albenga

La grande quantità di musei ed oggetti esposti ad Albenga è sinonimo di una grande storia. Albenga fu alleata dei Cartaginesi contro Roma durante la Seconda Guerra Punica (III sec.) e divenne la base navale di Magone, alleato di Roma contro Genova. Conquistata da Roma nel 181 a.C. da parte del proconsole L. Emilio Paolo, ottenne la cittadinanza romana nel 45 a.C. .Distrutta al principio del V secolo dai barbari, fu ricostruita nel 415 da Costanzo, generale di Onorio, e cinta di mura, divenendo sede vescovile con il vescovo Quinzio nel 451. Dopo il Mille partecipò alla prima Crociata e alle lotte per il predominio nel Tirreno. Fu successivamente la signoria dei Del Carretto di Finale, dei Visconti (1355-79), dei Francesi (1396-1413). Occupata dai Savoia nel 1625 e nel 1746 sotto Napoleone fu capoluogo della giurisdizione del Centa e capoluogo di provincia sotto il Regno di Sardegna (1815-1863).