Il Patrimonio storico di Albenga

Albenga era l’antica capitale della potente tribù ligure degli Ingauni, da cui prese il nome di Albium Ingaunum (il nome mutò poi in Albingaunum, in Albingauna e infine in Albenga).

Tra i resti di epoca romana di Albenga si trovano i ruderi di un anfiteatro, di un teatro e di un acquedotto, di alcuni edifici pubblici, un monumento funerario del II sec. d.C. detto Il Pilone sul Monte, il colle in direzione di Alassio, insieme a tratti dell’antica via Iulia Augusta e ruderi di ville. Del IV e V secolo si conservano le rovine delle basiliche cimiteriali di San Vittore e San Calocero. Ad oggi possiede il centro storico meglio conservato della Liguria occidentale, l’antico abitato mantiene la sua compatta costruzione medievale, sulla pianta del nucleo romano, con case addossate e le famose torri; testimonianza viva dell’importanza di Albingaunum nella storia. 

Passeggiare per il centro storico di Albenga

Per meglio ammirare nel suo insieme l’aspetto monumentale della città si consiglia di portarsi nella centrale Via Enrico d’Aste, dov’è la Chiesa di Santa Maria in Fontibus, adorna di un bel portale gotico, fronteggiata dalla torre della Casa Cazzulini, del secolo XIII. La chiesa è di origine duecentesca, ma fu rimaneggiata nel 1617. Poco oltre svettano le due rosse Torri Comunali con accanto la torre campanaria della cattedrale ed altre torri minori. La Cattedrale di San Michele, costruita su quella paleocristiana, conserva strutture del XI secolo nella parte inferiore della facciata e del XII secolo nella parte superiore, nei fianchi e nell’abside. Il campanile è una ricostruzione del 1391-95 a cinque piani sul basamento romanico. L’interno, riportato alle architetture medioevali, conserva tracce a partire dal IV secolo e la cripta di età carolingia. Notevoli gli affreschi e l’organo.

A fianco della chiesa sono il Palazzo Vecchio del Comune (1387), con la poderosa torre a bifore e con rampe esterne, e il Battistero, che è il principale monumento ligure dei primi tempi del Cristianesimo. Il Battistero di Albenga è a pianta decagonale all’esterno e ottagonale all’interno con nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari ed è uno straordinario esempio di architettura paleocristiana della metà del V secolo. Il suo splendido mosaico trinitario-cristologico si può considerare uno dei più significativi dell’Italia settentrionale, insieme, naturalmente, a quelli di Ravenna. La nicchia d’ingresso è fiancheggiata da due tombe di cui una con sculture ornamentali longobarde del secolo VIII, mentre in quella di fronte all’ingresso si trova il suddetto mosaico bizantino con il monogramma di Cristo e le 12 colombe che rappresentano gli Apostoli. In due altre nicchie si trovano un fonte battesimale cinquecentesco e un affresco del XIV secolo. Al centro vi sono i resti della primitiva vasca battesimale ad immersione.

Suggestiva la Piazzetta dei Leoni, dietro la cattedrale, ornata con tre leoni rinascimentali in pietra. Qui, in epoca medievale, c'era il mercato dei calzolai e delle pelli conciate. Notevoli la torre comunale con base in pietra nera e le torri (tra il XII e il XIII) della già citata casa Cazzulini, dei Palazzi Costa, Aste-Rolandi-Ricci, Lengueglia-Doria, Rolandi-Ricci, di palazzo Oddo, di Palazzo Peloso-Cepolla e quella del palazzo vesvovile. Romanica sono la loggia del Palazzo Fieschi-Ricci e un’arcata della loggetta dei Quattro Canti. Tipici esempi di dimore liguri sono il Palazzo Del Carretto di Balestrino del XVI secolo e il Palazzo d’Aste del Seicento. Nel Palazzo Vecchio del Comune ha sede il nuovissimo ufficio dello IAT e il Civico Museo Ingauno che raccoglie oggetti romani e medioevali (sculture, lapidi, sarcogagi e affreschi del XV), collezioni archeologiche ed epigrafiche. Al piano superiore si trova una sezione preistorica con materiali della caverne della val Pennavaira.

Il Museo Navale Romano ha sede nel Palazzo Doria-Cepolla e raduna oltre mille anfore romane recuperate da una nave del I secolo a.C., affondata nelle acque di Albenga. Fu la prima nave oneraria romana scoperta ed esplorata sul fondo del Tirreno. I primi recuperi avvennero nel 1950 ad opera della nave "Artiglio". Il Museo Diocesano, in ambienti quattrocenteschi in parte affrescati e decorati, presenta l’esposizione di opere d’arte e materiali proventienti dallo scavo della cattedrale. Fra i dipinti si distinguono un San Giovanni attribuito al Caravaggio e Il Martirio di Santa Caterina di Guido Reni.

Non si può non citare il medioevale Pontelungo, a dieci arcate seminterrate, sotto il quale una volta scorreva il Fiume Centa con accanto il Santuario della Madonna del Pontelungo di costruzione barocca, con un trittico cinquecentesco del Barbagelata. Ogni anno viene rievocato il 2 luglio 1637, quando i pirati sbarcati a Ceriale, in marcia su Albenga per saccheggiare la città, furono fermati da un violento bagliore attribuito ad un intervento miracoloso della Madonna, venerata nella piccola chiesa a fianco del Ponte, per proteggere il popolo ingauno.
Al di fuori del centro storico si segnalano la Chiesa di San Giorgio in frazione Campochiesa, del XII sec. con vari affreschi nell’interno, uno dei quali rappresenta una visione d’assieme della Divina Commedia con Dante e Virgilio; S. Bernardino (con un Giudizio universale del Bisacci del 1483), S. Stefano di Massaro (sec. XI,XV) nei pressi della frazione Bastia, il campanile della parrocchia di San Fedele (sec. XIII), S. Maria del Bossero a Leca.

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